Giugno 13

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Body Positivity: imparare ad Amarci per accettarci

Durante la bella stagione e l’estate, più che in altri momenti dell’anno, emergono con più frequenza problematiche lagate al nostro aspetto fisico ed alla nostra autostima per quanto riguarda accettare e amare certe parti del nostro corpo, sia che si tratti di un corpo maschile sia femminile.

Per queste ragioni, ho pensato di condividere coi i lettori del mio Blog, i contenuti di una diretta che ho tenuto sui miei canali social, ospite di Guidapsicologi.

Risulta a mio avviso importante sensibilizzare le persone alla Body Positivity, come atteggiamento mentale che apre all’accettazione di noi stessi in una totalità benevola, a differenza di ciò che i social media ed i canoni di bellezza ci rimandano ogni giorno (purtroppo).

Che cos’è la Body Positivity?


«La Body Positivity, letteralmente positività del corpo, nasce come movimento che ha l’obiettivo di insegnare alle persone  ad assumere un atteggiamento diverso, positivo appunto, nei confronti del nostro corpo, smettendo di stigmatizzarlo a causa di tutti quelli che definiamo erroneamente difetti perché non conformi a ciò che viene professato come bello e perfetto dalla società e dai modelli proposti dai media e dai social network. Body Positivity significa abbracciare e accogliere tutte quelle parti di noi che non rispondono a dei canoni prefissati ma non per questo sono da rinnegare e disprezzare. Un’accettazione positiva del nostro corpo che è il punto di partenza verso il nostro benessere fisico, mentale ed emozionale».

Molte persone che arrivano in studio desiderano migliorare o potenziare la loro autostima e ci tengo a precisare che non esiste un percorso uguale per tutti per migliorare l’autostima, poiché ognuno ha un pregresso di vita proprio, che inizia fin dalla prima infanzia; esiste però un punto di partenza comune, che consiste nell’imparare ad amarci e accettarci nella nostra totalità.

È molto importante lavorare dal punto di vista cognitivo sulle credenze e i pensieri disfunzionali, ovvero quelli che non ci fanno stare bene ma è necessario anche anche  un lavoro su tutti quei comportamenti che non ci fanno sentire a nostro agio né con le persone né con noi stessi quando ci guardiamo allo specchio.

Il lavoro sulla propria autostima è un percorso che richiede tempo, molto bello, faticoso e profondo, di conoscenza di noi stessi, che non ha una durata prefissata e non è fatto di step, ma che si modella sulla persona e si costruisce passo dopo passo.

Migliorare la propria autostima è una competenza che si può imparare, che va educata con pazienza, perché in molti casi vi sono mancanze che risalgono all’infanzia, che ci rendono incapaci di amarci

E come migliorare l’attenzione al giudizio degli altri?

Molte persone, quando si parla di “non piacersi” e non accettare alcune parti dle proprio corpo, mi dicono che risulta impossibile non confrontarsi con altri, soprattutto in alcuni giorni oppure momenti della vita. Fate attenzione perchè se il contesto di paragone sono i social, si tratta di immagini veloci e spesso distorte, per questo non si conosce l’autenticità delle immagini che ci rimandano, per cui è molto importante verificare la veridicità. Se il contesto invece è la vita reale, se ci confrontiamo con un altro modello diamo per scontato che l’altro sia il modello corretto, quello che funziona, ma in realtà siamo noi che gli stiamo attribuendo questa caratteristica, non è assoluta, e non c’è nessuna “giuria” universale che avrebbe stabilito che il mio corpo sia “più bello o più brutto ” rispetto a quello di altri! Il giudice supremo per apprezzare o no il nostro aspetto fisico siamo sempre e solamente noi stessi.

Facendo alcune precisazioni, ricordo che l’accettazione è uno strumento per arrivare alla body positivity, non è rassegnazione come spesso erroneamente crediamo! L’accettazione è “mi abbraccio metaforicamente, apro a me stesso, ai miei tratti distintivi fisici e caratteriali, che riconosco come debolezza e vulnerabilità, con cui mi trovo in disaccordo, che non mi piacciono e trovo sbagliati”.

L’accettazione non è un limite, è un cambiamento, è un percorso di costruzione, sono sempre io che vado verso una visione positiva della mia persona. Accettarsi è parte del prendersi cura di sé e familiarizzare con ciò che non ci piace e con i nostri bisogni profondi, senza paure e senza timori

Di seguito condivido con piacere con te che leggi, alcune considerazioni, punti di partenza che affronto con le persone che aiuto durante un percorso di crescita personale per migliorare la propria autostima.

Perché vi sono giorni in cui non siamo a nostro agio con il nostro corpo?
«Vi sono correlazioni con vissuti emotivi che ci portano a non sentirci a nostro agio con il nostro corpo,
che ci impediscono di guardarci allo specchio. È importantissimo indagare quali sono le cause di questo
disagio, perché alcuni giorni ci sentiamo così, riconoscere il problema e affrontarlo senza paura nella
sua complessità.


Per questo è importante imparare ad accettare i propri difetti e trovare la forza di migliorare!


«Partiamo dalla parola difetti, che nella sua radice significa differire, mancanza, non avere quindi,
essere manchevoli di qualcosa.

Centriamoci sul concetto di unicità, non di manchevolezza rispetto ad altri!

Tutte le parti del nostro corpo hanno una loro unicità e una loro storia.
Proviamo a raccontare questa parte del corpo che non ci piace, da dove viene, da quando la
ricordiamo, anche ricorrendo all’ironia. Non la contrastiamo con energia negativa, “non la voglio è una
cosa brutta, non mi piace”
perché comunque rimane, è parte di me. Cerchiamo di narrarla in un altro
modo, con amore. Migliorarsi si, ma il miglioramento è reso possibile solo se non guardiamo la mancanza ma guardiamo a noi stessi come è una mia parte, non un difetto, mettendo un “più”, un valore aggiunto a qualcosa che abbiamo, anche se non ci piace e non ci sta simpatica. È importante aprire un dialogo e non praticare opposizione».

Perché non vedo il mio corpo come lo vedono gli altri


«Quello che vediamo, soprattutto se non stiamo bene e non c’è accettazione di noi e del nostro corpo,
è un’immagine mentale filtrata da pregiudizi, svalutazioni esperienze pregresse anche traumatiche
vissute con il nostro corpo o con una parte di esso.

Una terza persona guarda con maggiore oggettività
e trasparenza, quindi: perché non credere a quanto ci viene detto? È utile fare esercizi di esposizione 
graduale allo specchio, guardandoci come se fossimo alieni, senza giudizi nell’osservazione, come se lo
dovessimo raccontare a chi non ha mai visto un corpo umano.

L’ansia diminuisce nelle settimane durante la pratica di questo esercizio, perché è una sorta di abitudine. Ci si riabitua a guardarsi con una nuova lente, si interviene quindi su ciò che altera alla luce della body positivity, sulla nostra mente e sui
nostri processi cognitivi. Cerchiamo di differenziare ciò che è frutto di una nostra paura e ciò che è nella mente dell’altro. Impariamo a credere nei complimenti e alle persone che ci apprezzano perchè se non crediamo a loro, credo che abbia poco senso circondarci di persone che pensiamo di stimare e rispettare.

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